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Parco Naturale dei Laghi di Avigliana
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Fauna

FAUNA – Estratto dal Piano Naturalistico 

 

 

1 Avifauna

 

Il complesso laco-palustre di Avigliana rappresenta una delle poche zone di nidificazione piemontesi di alcune specie di uccelli propri di ambienti umidi e, tra i bacini lacustri della regione, si colloca al terzo posto come importanza, dopo Viverone e Candia, quale luogo di svernamento dell'avifauna acquatica. Il valore ornitologico del luogo è accresciuto anche dal fatto che si tratta dell'unica zona umida, di una certa estensione, presente nel Piemonte centro-occidentale e dalla sua particolare posizione geografica - allo sbocco di una delle più ampie vallate alpine e giusto a ridosso del margine interno delle Alpi - posizione sicuramente "strategica" per alcune specie acquatiche migratrici.

I dati esposti in questa sede si basano, in primo luogo, su pluriennali ricerche. Le prime escursioni ornitologiche in zona risalgono al 1975, ma è solo dal 1978 che si sono intraprese indagini sistematiche sull'avifauna svernante e nidificante del Parco. Le ricerche hanno comportato una sessantina circa di uscite sul campo.

Per la stesura della presente relazione si è provveduto a raccogliere, a completamento dei dati rilevati, informazioni presso altri conoscitori dei luoghi ed a visitare un paio di collezioni ornitologiche private, costituite in parte da esemplari catturati in zona nei primi anni settanta (cfr. allegato A). Si è inoltre fatto riferimento ai pochi dati bibliografici esistenti, la maggior parte dei quali sparsi isolatamente nella letteratura ornitologica regionale.

 

1.1 Analisi dei risultati

 

Le ricerche svolte permettono di tracciare un quadro già indicativo delle caratteristiche ornitologiche del Parco, la cui avifauna può definirsi, nel complesso, ben conosciuta. Ciò vale in realtà, soprattutto per l'aspetto qualitativo del popolamento ornitico e per i periodi riproduttivo ed invernale. Poco studiati, fino ad ora, sono stati invece i periodi di passo migratorio.

Sotto l'aspetto quantitativo, si dispone di un campione già indicativo di dati sullo svernamento delle specie acquatiche. Mancano ancora, quasi totalmente, dati numerici, assoluti o relativi (frequenziali), sul popolamento in periodo riproduttivo.

Per il complesso "Laghi di Avigliana e palude dei Mareschi" (area del Parco naturale ed immediati dintorni), risultano ad oggi segnalate 135 specie diverse di uccelli, siano esse stanziali, estive, di passo, svernanti o accidentali in zona, valore che rappresenta circa il 40% dell'avifauna nota per la regione piemontese (cfr. Boano e Mingozzi, 1981). Il loro elenco completo è riportato in allegato.

La quasi totalità delle specie (132 su 135) risulta segnalata nel periodo 1972-82 (cfr. all. A); le restanti tre sono citazioni risalenti al secolo scorso. Nei due elenchi allegati non sono state incluse alcune specie segnalate in letteratura, poiché troppo vaghi o poco attendibili paiono i termini della citazione.

Ciò, ovviamente, non esclude che, almeno per alcune di esse, sia più che possibile una naturale comparsa in zona. Si tratta complessivamente di sette specie: Tarabuso (Botaurus stellaris), Oca lombardella (Anser albifrons), Oca del Nilo (Alopochen aegyptiacus), Gru (Grus grus), Taccola (Corpus monedula), Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) e Gabbianello (Larus minutus). Sicuramente è da escludersi una naturale comparsa dell'Oca del Nilo, specie africana esclusa dagli elenchi italiani; le eventuali segnalazioni sono infatti da attribuirsi a soggetti sfuggiti da allevamenti amatoriali, dove questa specie è a volte tenuta, a scopo ornamentale, in stato domestico o semidomestico.

Delle 132 specie censite, 90 (il 68 %) risultano, a titoli diversi, nell'arco di tempo considerato, di presenza più o meno regolare in zona (categoria di frequenza 2 e 3). Delle restanti 32, 30 paiono di comparsa locale molto rara, segnalate non più di cinque volte (frequenza 1), e 2 sono delle vere accidentali a livello regionale e nazionale (v. punto c).

Come rilievi generali si può ancora notare che, sul totale delle 132 specie segnalate, 48 sono quelle legate più o meno strettamente agli ambienti acquatico e palustre, 64 risultano le specie probabilmente o certamente nidificanti, 32 quelle di comparsa invernale, 20 di solo passo migratorio e 19 di esclusiva presenza estiva. Si rileva infine che risultano abbastanza ben rappresentate, rispetto alla composizione dell'avifauna regionale, alcune famiglie di uccelli acquatici (Gavidae, Podicipedidae, Anatide), mentre lo sono scarsamente quelle di ambienti più strettamente palustri (Rallidae, Sylvidae, generi Locustella e Acrocephalus) ed umidi (Scolopacidae).

 

 a) Principali caratteristiche del popolamento in periodo riproduttivo

 

Almeno 64, come si è detto, sono le specie nidificanti in zona; la riproduzione risulta in effetti accertata per solo una parte di esse (50), sulle restanti esistono probabilità di nidificazione di grado diverso. Nella maggior parte dei casi si può ritenere che, se non rigorosamente all'interno dei limiti del Parco, la riproduzione si verifichi nei suoi immediati dintorni. Per alcune altre invece (Picchio rosso minore, Sterpazzola, Rampichino e Frosone) si dispone di sole poche ed irregolari osservazioni che rendono minore, anche nei dintorni del Parco, il grado di certezza.

Sono solo sette, tra le specie nidificanti, quelle proprie di ambiente acquatico-palustre; si tratta di: Svasso maggiore, Tarabusino, Germano reale, Porciglione, Gallinella d'acqua, Usignolo di fiume e Migliarino di palude.

 

---Svasso maggiore

La riproduzione di questo podicipedide costituisce uno degli aspetti ornitologici di maggiore interesse per la zona. Sono attualmente note in Piemonte tre sole altre località in cui esso nidifica e, come numero di effettivi, questa stazione si colloca probabilmente al terzo posto d'importanza. Non sono disponibili censimenti accurati della popolazione nidificante; è tuttavia certo che pur nelle variazioni annuali, almeno una dozzina di coppie nidifica regolarmente. Si tratta di una stima per difetto; il 16 aprile 1981, in periodo iniziale della fase riproduttiva, erano presenti sul Lago Piccolo 30 individui. Sino ad ora la riproduzione è stata accertata solo su questo bacino. Non è da escludersi tuttavia che possa essersi verificata anche sul Lago Grande, e ciò quanto meno nel 1982, essendone state osservate due coppie il 28 maggio nel canneto del lato nord-occidentale.

Sul Lago Piccolo lo Svasso nidifica nei tratti di riva dove il canneto è maggiormente esteso. Le spettacolari parate nuziali, che preludono alla formazione delle coppie, si osservano già in febbraio e, di regola, la riproduzione inizia tra la seconda metà di marzo ed i primi di aprile. Il nido è posto nelle zone inondate del canneto; esso è costituito da materiale vegetale ed è galleggiante, può così sopportare le variazioni del livello delle acque. Le uova, in numero di 3-4, sono deposte ad intervalli regolari di due giorni e sono covate per 25-29 gg. ognuna. I giovani raggiungono l'indipendenza dai genitori dopo circa 9 settimane di vita. È possibile che si verifichi, come altrove in Europa, una seconda covata; le covate andate distrutte sono comunque rimpiazzate. In definitiva, dunque, il periodo riproduttivo di questa specie si estende a tutto il periodo primaverile ed estivo.

 

---Tarabusino

È il più piccolo aldeide delle nostre regioni; in Piemonte la specie è discretamente diffusa negli ambienti palustri, anche di piccola estensione, della pianura e, più limitatamente, delle zone collinari. Nella regione è presente da aprile ai primi di ottobre. Ad Avigliana il Tarabusino nidifica probabilmente nella palude dei Mareschi e fors'anche in qualche tratto del canneto del Lago Piccolo.

 

---Germano reale

Si tratta dell'anatra più comune e diffusa in Piemonte, dov'è sedentaria e nidificante. Si riproduce in tutti gli ambienti umidi di pianura, anche di ridotta estensione e, più limitatamente, sui rilievi interni e nei fondovalle della zona alpina. Il Germano reale è il solo anatide attualmente nidificante nel Parco, dove è ampiamente diffuso. La riproduzione è stata verificata sia sulle sponde del Lago Piccolo, sia nella palude dei Mareschi. Difficilmente stimabile è la consistenza della popolazione nidificante; è possibile che almeno una o due decine di coppie nidifichino in zona, il 1° maggio 1981, in pieno periodo riproduttivo, erano presenti sul Lago Piccolo 27 maschi adulti.

 

---Porciglione

Insieme allo Svasso maggiore è una delle presenze di maggior rilievo tra l'avifauna nidificante del Parco. Si tratta di un rallide sedentario in Piemonte, la cui distribuzione regionale è ancora poco conosciuta, ma sicuramente limitata ad un piccolo numero di località. È specie propria degli ambienti palustri, anche di limitata estensione, purché dotati di una rigogliosa vegetazione su terreno inondato. Ad Avigliana la nidificazione delle specie è stata accertata sino ad ora in un'unica occasione (1973) nella palude dei Mareschi (De Franceschi 1973). È tuttavia molto probabile che essa si verifichi tuttora, poiché la presenza delle specie in periodo riproduttivo è stata più volte constatata nella palude anche negli anni seguenti. In particolare, nel maggio 1982, si è accertata, tramite stimolazione magnetofonica, la presenza di almeno 2-3 individui territoriali, localizzati nella parte centrale dei Mareschi. La presenza delle specie nel Parco è sicuramente condizionata dal livello delle acque in palude.

 

---Gallinella d'acqua

Appartenente, come il Porciglione, alla famiglia dei Rallidae, la Gallinella d'acqua è specie parzialmente sedentaria in Piemonte, dov'è ampiamente diffusa in tutti gli ambienti umidi, dalla pianura alle zone collinari; è particolarmente numerosa nelle risaie. La Gallinella è comune anche ad Avigliana; nidifica sia sulle sponde del Lago Piccolo, sia nelle palude dei Mareschi e, fors'anche, nel piccolo canneto dell'angolo nord-ovest del Lago Grande.

 

---Usignolo di fiume

Si tratta di un piccolo passeriforme (fam. Sylvidae), discretamente diffuso, come stazionario o nidificante, in quasi tutt'Italia; nel nostro Paese, come in altre parti d'Europa, si è constatato da oltre un decennio un movimento espansivo della popolazione nidificante che ha interessato soprattutto la Valle Padana. In Piemonte la specie è ora relativamente diffusa ed ha occupato di recente nuove località. Ad Avigliana le prime osservazioni risalgono al 1978, quest'uccello pare oggigiorno ben rappresentato nell'area del Parco (Lago Piccolo e palude dei Mareschi). L'Usignolo di fiume non è specie strettamente palustre, quanto piuttosto legata alla presenza d'acqua, in zone con fitta vegetazione erbacea o arbustiva.

 

---Migliarino di palude

È un passeriforme sedentario in Piemonte, legato per la riproduzione agli ambienti palustri, anche non inondati, e preferibilmente dotati di una certa varietà ed alternanza di formazioni vegetazionali. Nella nostra regione la specie è piuttosto localizzata come nidificante, nel parco la nidificazione del Migliarino si è di certo verificata nel 1980, 1981 e 1982, nella zona centrale dei Mareschi; in tutte e tre queste ultime stagioni erano presenti almeno 2-3 coppie.

 

Il popolamento ornitico nidificante nel Parco è caratterizzato inoltre dalla presenza di alcune altre specie, poco o nulla legate all'ambiente laco-palustre.

In una posizione intermedia, come preferenze ambientali, si colloca la Cannaiola verdognola, silvide di esclusiva presenza estiva, diffusa in Piemonte nelle zone di pianura e più localmente sui rilievi. Questo piccolo passeriforme nidifica nelle zone ad alta e densa vegetazione erbacea, indifferentemente su terreni inondati, umidi o secchi. Ad Avigliana è piuttosto diffusa, tanto nell'area della palude, quanto in zone limitrofe ai laghi e raggiunge localmente elevate densità di popolazione.

Tra gli aspetti di rilievo del popolamento ornitico del Parco vi è da sottolineare la nutrita "guilde" degli uccelli propri del livello corticale degli alberi, qui rappresentata da 5 diverse specie: Picchio verde, Picchio rosso maggiore, Picchi rosso minore, Picchio muratore e Rampichino. I primi tre appartengono alla famiglia dei Picidae; le prime due specie sono comuni e diffuse in tutto il Piemonte, molto più localizzata è l'ultima. La presenza nel Parco del Picchio rosso minore è dunque un fatto di particolare interesse; come già rilevato, tuttavia, lo status della specie in zona non è ancora esattamente precisabile, dato lo scarso numero di osservazioni di cui si dispone. Il Picchio muratore ed il Rampichino sono invece due piccoli passeriformi, entrambi diffusi negli ambienti della pianura e dei rilievi. Dei due, il Picchio muratore è la specie più comune ad Avigliana. La vita di tutte e 5 queste specie è più o meno strettamente legata all'esistenza di alberi vecchi, marcescenti o secchi.

Tra i falconiformi, l'unica specie che sembra attualmente nidificare nel Parco o nei suoi limitati dintorni è il Nibbio bruno, rapace "spazzino" presente in Piemonte da marzo a settembre-ottobre, abbastanza diffuso come nidificante nelle zone di pianura della regione (soprattutto presso laghi o corsi fluviali). Sono stati osservati in loco, con una certa regolarità, anche la Poiana e lo Sparviero; è probabile che per essi l'area del Parco costituisca unicamente un territorio marginale di caccia.

 

 b) Principali caratteristiche del popolamento in periodo invernale

 

Sin dall'inizio si è rilevato che tra gli aspetti ornitologici di rilievo del Parco vi è, oltre alla presenza di alcune peculiari specie nidificanti, un importante svernamento di uccelli acquatici.

Quattro sono le specie più tipiche, come numero di effettivi e regolarità di comparsa (in ordine sistematico): Svasso maggiore, Germano reale, Folaga e Gabbiano comune. Delle quattro il Germano reale è la specie più numerosa, tant'è che il popolamento acquatico invernale dei Laghi di Avigliana può definirsi quantitativamente quasi monospecifico. Ciò non di meno esso presenta aspetti ornitologici di indubbio interesse conferitigli, oltre che dalla presenza delle specie suddette, anche dalla regolare comparsa (se pur in numero ridotto di effettivi) di varie altre specie di anatidi e della presenza occasionale di specie rare o molto rare a livello regionale e nazionale.

 

Svasso maggiore (Podiceps cristatus): andamento numerico quindicinale delle presenze nella stagione invernale 1980/1981 (conteggi effettuati dall'autore)

 

(nella 2°metà di novembre il censimento non è stato effettuato)

 

---Svasso maggiore

Come s'è detto, la specie frequenta in periodo riproduttivo quasi esclusivamente il Lago Piccolo. Al di fuori di questo periodo, gli Svassi si possono osservare su entrambi gli specchi lacustri, ad esclusione del periodo del gelo delle acque. Allora la maggior parte o la totalità degli individui deve necessariamente spostarsi, per ragioni alimentari, sul Lago Grande, la cui superficie non gela che parzialmente. Il Lago Piccolo può spesso presentarsi, come si è constatato in questi ultimi anni, interamente gelato, per un periodo di tempo più o meno lungo a seconda delle annate ( ciò si verifica, in genere, tra gennaio e febbraio). Quest'andamento delle presenze della specie sui due bacini, dovuta alla diversa copertura di ghiaccio delle superfici, è evidenziato in fig.1. Il numero di Svassi presenti in tutto sui due laghi subisce marcate fluttuazioni nel corso dell'anno, in relazione ai movimenti erratici e migratori delle popolazioni nordiche, ancora, in relazione al maggiore o minore gelo delle acque. Di norma i valori massimi si osservano nel mese di marzo, in corrispondenza del passo migratorio dei migratori nordici (21 marzo1980: 48 ind.; 16 marzo 1981 e 16 marzo 1982: 47 ind.), a fine estate per la presenza dei giovani dell'anno (22 agosto 1981: 50 ind.) e nel mese di dicembre, periodo in cui sono anche presenti gli svernati nordici (18 dicembre 198054 ind.). Una cinquantina circa di individui pare dunque essere il "carico" massimo di Svassi che i due bacini riescono attualmente a sopportare; si tratta di un valore abbastanza basso di densità (0.3 ind./ha), se confrontato con quelli noti per altri paesi europei (p.e. in Svizzera, dove sono segnalate densità di 2.1-2.3 ind./ha SCHIFFERLI et al., 1980); ciò è verosimilmente un indice di scarsa ricchezza trofica dei due bacini. Il minimo numero di Svassi si osserva tra gennaio e febbraio, quando il Lago Piccolo è completamente ghiacciato( 20 gennaio 1979: 1 ind.; 5 febbraio 1980: 11 ind.; 1° febbraio 1981: 8 ind.). In Tab. 1 sono esposti i dati invernali (novembre-marzo) del censimento della specie nelle ultime cinque stagioni invernali.

 

 

 

 

      
MESI
 
STAGIONI
 
NOVEMBRE
 
DICEMBRE
 
GENNAIO
 
FEBBRAIO
 
MARZO
 
1978/1979
    • 1
(0/1)
• 30
(0/30)
?
(24/?)
 
1979/1980
30
(15/15)
  • 18
(0/18)
26
(16/10)
48
(28/20)

1980/1981
37
(15/22)
• 54
(5/49)
• 45
(0/45)
• 12
(0/12)
47
(34/13)
 
1981/1982
45
(19/26)
40
(6/34)
• 23
(1/22)
37
(13/25)
47
(37/10)
 
1982/1983
20
(8/12)
44
(14/30)
26
(7/19)
   

 

 

Tab.1 -SVASSO MAGGIORE (Podiceps cristatus): dati invernali di censimento (I.1979-I.1983) (Conteggi dell'Autore).

 

LEGENDA: i valori numerici esprimono il numero di individui presenti complessivamente sui due bacini. In parentesi sono indicati i totali parziali, riferiti il primo al Lago Piccolo ed il secondo a quello Grande. Si tratta dei valori massimi registrati per ogni mese e stagione. Il simbolo • indica i conteggi effettuati con la superficie dei laghi parzialmente o totalmente gelata (cfr. testo).

 

---Germano reale e altri anatidi

Come nel caso dello Svasso, anche per il Germano reale si rilevano nel corso del ciclo annuale marcate fluttuazioni degli effettivi presenti in zona ed una diversa frequentazione dei due bacini. Questa specie, tuttavia, è molto meno condizionata della precedente dal gelo delle acque poiché gli specchi lacustri costituiscono per essa essenzialmente un sicuro luogo di sosta e di riposo diurno; la ricerca alimentare avviene infatti nelle ore notturne e nelle zone circostanti (palude, fossati, canali, campi, prati etc.). I Germani si concentrano maggiormente sul Lago Piccolo per la tranquillità che questo bacino, più che l'altro, può offrire ad essi. Ma, nel periodo di gelo delle acque del Lago Piccolo, i Germani tendono a radunarsi sulle acque libere del Lago Grande; se molto disturbati, si spostano allora sulla superficie ghiacciata del primo bacino, dove sono stati più volte osservati.

Il Germano reale è la specie acquatica più numerosa in periodo invernale. I valori minimi di effettivi si registrano nel periodo riproduttivo; come già rilevato, non si dispone, per questa ragione, di dati numerici complessivi; a titolo indicativo si può supporre che la specie sia allora presente con una o due decine di coppie. La popolazione si accresce gradualmente nella stagione autunnale fino a raggiungere la massima consistenza nel pieno del periodo invernale (solitamente tra novembre e gennaio). Il numero di effettivi cala poi nuovamente, ed in modo abbastanza repentino, nel mese di marzo. I dati numerici di censimento della popolazione svernante nelle ultime cinque stagioni sono riportati in Tab.2. Nel complesso si può rilevare (cfr. Fig.2) che i valori medi degli effettivi presenti tra dicembre e gennaio si sono mantenuti abbastanza stabili nell'arco di anni considerati (attorno alle 550-600 unità), ad esclusione della stagione 1980-1981 in cui si è verificato un netto incremento di presenze; il 14 gennaio 1981 si è registrato il record assoluto: 902 individui (da tutti i conteggi sono sempre stati esclusi, naturalmente, i circa 170 individui domestici presenti sul Lago Grande).

La consistenza di tutta la popolazione piemontese di questo anatide è andata regolarmente aumentando nel corso degli ultimi 10-15 anni, a conseguenza dei continui lanci effettuati, a scopo venatorio, in molte riserve di caccia. La maggior parte dei Germani ora presenti sul territorio regionale può dunque considerarsi di origine semidomestica ( BOANO & MINGOZZI, cit.). Anche sui Laghi di Avigliana quest'anatra doveva essere alcuni anni fa meno numerosa; non si dispone tuttavia, di dati precisi al riguardo. Alcune stime numeriche effettuate nel gennaio 1976 e 1977 da A. CALEGARI (dati inediti dell'Archivio del Laboratorio di zoologia applicata dell’istituto nazionale di biologia della Selvaggina) parrebbero indicare un numero di effettivi di poco inferiore a quello attuale ( 400 e 500 individui rispettivamente).

Tra gli altri anatidi svernanti, le specie di più regolare comparsa sono l'Alzavola, il Fischione, il Codone, il Mestolone (anatre di superficie), il Moriglione e la Moretta ( anatre tuffatrici). Di queste ultime soltanto si sono osservati effettivi superiori alla dozzina; i valori massimi registrati sono:

Moriglione: 30-40 ind. il 21 dicembre 1979, 32 il 1° dicembre 1980;

Moretta: 34 il 18 dicembre 1980 ( normalmente non più di una dozzina).

Delle altre specie, il Fischione ed il Codone sono sempre stati osservati in esiguo numero di effettivi ( max. 2-3 ind.); i valori più elevati di presenze registrati dall'Alzavola e dal Mestolone oscillano tra i 5-8 ed il 9-12 individui rispettivamente.

Di comparsa quasi regolare nei periodi di passo è la Marzaiola (max.: 6 ind.il 16 marzo 1981) mentre piuttosto rare in zona paiono essere le ultime due specie (generi Anas e Aythya), la Canapiglia (due osservazioni: 1979 e 1982) e la Moretta tabaccata (una osservazione: 1977).

 

      
MESI
 
STAGIONI
 
NOVEMBRE
 
DICEMBRE
 
GENNAIO
 
FEBBRAIO
 
MARZO
 
1978/1979
?
(750/?)
?
(480/?)
•630
(0/630)
•215
(0/215)
210
(210/0)
 
1979/1980
584
(532/52)
520
(320/200)
•625
(237/388)
• 378
(0/378)
233
(233/0)
 
1980/1981
586
(486/100)
•756
(242/514)
•902
(22/880)
•762
(0/762)
343
(341/2)
 
1981/1982
820
(451/369)
737
(421/361)
•420
(73/347)
276
(206/70)
165
(155/10)
 
1982/1983
700
(183/517)
596
(109/487)
600
(218/319)
   

 

 

Tab. 2 -GERMANO REALE (Anas platyrhynchos): dati invernali di censimento (XI.1978-I.1983) (Conteggi dell'Autore)

 

LEGENDA: Cfr. Tab.1

 

 

 

---Folaga

Questo rallide è presente tutto l'anno in Piemonte; la consistenza della popolazione svernante è tuttavia decisamente superiore a quella estiva e nidificante, limitata ad un piccolo numero di effettivi ed a poche località. La specie si riproduce su qualche bacino lacustre e palustre( in particolare Viverone e Candia), tra la vegetazione bordante le rive. Nella regione la specie sembra comunque in espansione territoriale come nidificante. In periodo invernale le maggiori concentrazioni si osservano sui laghi, ma anche i corsi fluviali accolgono numerosi svernanti, soprattutto nei periodi di gelo delle acque palustri e lacustri.

Sui Laghi di Avigliana la Folaga è stata osservata in questi ultimi anni (1978-1982) nel solo periodo invernale, da ottobre ad aprile (date estreme: 9 ottobre - 11 aprile). Secondo DE FRANCESCHI (cit.) la specie si sarebbe riprodotta sui laghi nel 1973; da allora, sulla base delle osservazioni personali e di vari Autori, il fenomeno non risulta essersi più verificato. Ci pare comunque che l'ambiente sia idoneo alla nidificazione della specie, non è quindi da escludersi che ciò avvenga in futuro.

Il maggior numero di effettivi svernanti sui laghi si osserva prima del gelo delle acque, evento che condiziona la presenza in zona della specie. I valori più elevati si sono registrati nelle stagioni invernali 1980-1981 (circa 100 ind. tra l'8 novembre ed il 14 gennaio) e 1981-1982 ( almeno 120 ind. il 12 novembre). Più frequentemente, si è censita una popolazione invernale variabile tra le 40 unità.

 

---Gabbiano comune

Presente tutto l'anno in Piemonte, questo laride è particolarmente numeroso nel periodo invernale; sui laghi, lungo i principali corsi fluviali o presso le grandi discariche pubbliche (ad es. presso la tangenziale nord Torino) si possono osservare concentrazioni di centinaia, ed a volte, anche di qualche migliaio di individui. Branchi numerosi, costituiti quasi esclusivamente da immaturi, si osservano anche in periodo estivo nelle risaie; un numero estremamente ridotto di coppie nidifica nella regione.

Sui Laghi di Avigliana il Gabbiano comune è stato osservato in quasi tutti i mesi dell'anno; esso è comunque presente con regolarità, ed in numero elevato di effettivi, nel solo periodo autunno-invernale (cfr. Fig 3). Gli specchi lacustri costituiscono per questa specie un luogo di sosta e di riposo notturno.

Oltre al Gabbiano comune, sui Laghi di Avigliana compare ogni anno, nei mesi di dicembre e gennaio, anche un altro laride, la Gavina, in numero di effettivi regolarmente ridotto a poche unità; il massimo di presenze si è registrato il 30 dicembre 1981, con 20-30 individui.

 

Fig.3 - GABBIANO COMUNE (Larus ridibundus): andamento numerico annuale delle presenze; dati cumulati 1980-1982 (conteggi dell'Autore).

 

In ordinata: numero di individui.

In ascissa: mesi

 

 c) Specie rare e accidentali

 

Sui Laghi di Avigliana compaiono occasionalmente specie di particolare interesse ornitologico, poiché di presenza rara o accidentale a livello regionale e nazionale. Oltre al Cigno selvatico ed all'Orchetto marino ricordati nell'Allegato A, si possono segnalare:

-Strolaga minore: 3 ind. il giorno 8 ed ancora 1 il giorno 15 novembre 1980 sul Lago Grande ( Coll. DE BERNARDI); 1 ind. Il 26 dicembre 1976 (G.BOANO); 2 ind. il 3 gennaio 1979 (G.BOANO e AUTORE); 1 ind. il 2 gennaio 1983 (A.SALA).

-Svasso collorosso: 1 ind- nel dicembre 1974 (Coll. D'ADDIO).

-Marangone minore: 12 ind. nell'ottobre 1973 sul Lago Piccolo ( E.D'ADDIO); due furono uccisi e conservati nella coll. DE BERNARDI. Si tratta di specie di comparsa accidentale in Piemonte (BOANO & MINGOZZI, cit.).

-Edredone: 1 giovane il 25 novembre 1975 (E.D'ADDIO) ed 1 il 4 dicembre 1975 (coll. DE BERNARDI).

-Orco marino: 1 giovane osservato dal 5 febbraio al 6 marzo 1980 sul Lago Grande (T.MINGOZZI in GPSO, 1982).

-Falaropo beccolargo: 1 ind. nell'autunno 1972 sul Lago Grande ( coll. DE BERNARDI). Si tratta di specie di comparsa accidentale in Piemonte (BOANO & MINGOZZI, cit.) e molto rara ed irregolare in Italia (MOLTONI & BRICHETTI, cit.).

 

 

 

1.2 Considerazioni conclusive e proposte d'interventi gestionali-protezionistici

 

Sulla base dei dati esposti, si rileva facilmente l'interesse e l'importanza ornitologica del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Se ne riassumono e sottolineano gli aspetti principali:

-Ricchezza del popolamento

Il numero di specie segnalate nell'arco degli anni 1972-1982 è elevato (132). Sicuramente un più accurato controllo, esteso soprattutto in periodi di passo migratorio, ne aumenterebbe in breve tempo il totale.

-Specie rappresentate

Sono ben rappresentate le specie proprio dell'ambiente acquatico mentre sono proporzionalmente poche quelle di ambiente palustre ed acquitrinoso (Scolopacidi in particolare). Ciò è un riflesso dell'elevato grado di invecchiamento e di interramento della zona palustre e della mancanza di zone acquitrinose aperte. La vegetazione arborea, lasciata in qualche tratto ad uno sviluppo seminaturale, arricchisce il popolamento ornitico con una nutrita rappresentanza di specie legate alla presenza di alberi senescenti o morti.

-Specie nidificanti

Sono le specie più indicative della situazione ecologica. Tra le 64 spp. probabilmente o certamente nidificanti in zona, ve ne sono solo sette più o meno strettamente legate a all'ambiente laco-palustre. Tra esse, vi sono due presenze di particolare rilievo: lo Svasso maggiore ed il Porciglione. Le altre cinque sono specie ecologicamente piuttosto adattabili, colonizzatrici di una più a,pia gamma di ambienti umidi, anche di ridotta estensione.

-Specie svernanti

I due bacini lacustri accolgono in periodo invernale un quantitativo di uccelli acquatici oscillante (1972-1978) tra le 500-600 e le 1000-1200 unità. Il Germano reale è la specie più numerosa, potendo mediamente costruire l'85% del totale (Laridi esclusi). Le altre specie, tra quelle presenti con maggiore regolarità e con il più alto numero di effettivi, sono (in ordine d'importanza numerica decrescente): Gabbiano comune e Svasso maggiore. Per il Germano reale ed il Gabbiano comune i due bacini lacustri costituiscono essenzialmente un luogo di sosta e di riposo, diurno (Germano) e notturno (Gabbiano). In una situazione diversa si trovano lo Svasso e la Folaga, entrambi legati agli specchi d'acqua per ragioni alimentari; il congelamento delle acque, rendendo inaccessibili le rispettive fonti trofiche (pesci per lo Svasso e vegetazione acquatica sommersa per la Folaga), limita fortemente la loro permanenza in zona.

Da quanto esposto emerge che il mantenimento ed, anzi, un augurabile arricchimento del patrimonio avifaunistico del Parco è condizionato alle seguenti linee d'intervento (fatte salve le ovvie necessità di divieto venatorio e di generale tutela ambientale di tutta l'area):

-Zona lacustre

Al fine di favorire la nidificazione dello Svasso e permettere un eventuale aumento delle sua popolazione (aumento peraltro condizionato anche dalla ricchezza trofica del lago) è necessario favorire un 'estensione della fascia a canneto, su di un lato almeno del Lago Piccolo (lato ovest). In tutta questa fascia si dovrà vietare ogni forma di disturbo antropico, almeno in quei mesi dell'anno coincidenti con il periodo riproduttivo della specie (febbraio-agosto). Così facendo si favorirebbe, oltre che la nidificazione dello Svasso, anche quella delle altre specie acquatico-palustri. In questa zona si dovranno creare, a scopi scientifici e didattici, dei camminamenti opportunamente mascherati e dei capanni di osservazione il cui accesso dovrà essere rigorosamente regolamentato. Al fine di evitare disturbi all'avifauna nidificante e svernante, oltre che diminuire l'inquinamento delle acque, è giunta assai opportuna la regolamentazione della navigazione a motore sui laghi (vedi A11.B).

 

-Zona palustre

E' data per scontata l'importanza di prevenire ogni possibile incendio dell'area.

L'avanzato grado di interramento della Zona dei Mareschi richiede appropriati interventi di ringiovanimento ecologico, al fine di ristabilire la massima varietà possibile di habitat. In primo luogo è indispensabile ripristinare l'originaria situazione idrologica (Lago Piccolo alimentatore del Lago Grande e quest'ultimo della Palude) per ricondurre a condizioni naturali le oscillazioni stagionali di livello delle acque e per bloccare il drenaggio dell'area palustre. Il livello medio delle acque nella palude dovrà anzi essere innalzato. Nelle zone palustri di minor valore flogistico-vegetazionale, si potranno inoltre creare degli specchi d'acqua libera, di profondità variabile. Tutti questi interventi, se opportunamente attuati, produrrebbero un notevole arricchimento quali-quantitativo del popolamento ornitico, stanziale e migratore.

E' consigliabile, infine, l'avvio di studi volti a precisare lo status e la dinamica delle popolazioni delle specie acquatiche di maggior interesse ornitologico.

 

2. Ittiofauna

 

Il capitolo sulla fauna ittica, trattato da BADINO e LODI nella pubblicazione della REGIONE PIEMONTE (1979) sui Laghi di Avigliana, inizia così: "La consistenza del patrimonio ittico del Laghi di Avigliana, ed in particolare del Lago Grande, si è fortemente ridotta rispetto al passato" a causa dell'eutrofizzazione per inquinamento organico del lago. Il calo non è comunque solo quantitativo ma anche qualitativo, con riduzione dei Salmonidi richiedenti acque limpide e ossigenate ed incremento di specie poco pregiate ma adattabili a condizioni idriche molto peggiori (in particolare Ciprinidi). Nel Lago Grande infatti, secondo FORENSIS e MUSSA (1979), durante il periodo 1955-1975 si è verificato un calo del Persico reale dal 30 al 5% sul totale delle catture ed un corrispondente aumento dal 5 al 60% di quelle della Scardola. La trota autoctona (Salmo trutta marmorata) è scomparsa come pure, nella fauna ittica bentonica, il Cobite comune (Cobitis tania bilineata). Le condizioni di anossia dei fondali impediscono poi all'Anguilla di infossarsi nel fango durante l'inverno, come sarebbe suo costume, alterandone così il normale ciclo biologico.

Attualmente le specie presenti secondo gli Autori su ricordati sono:

Luccio (Esox lucius, raro)

Cavedano (Leuciscus cephalus cabeda)

Vairone (L. souffia muticellus)

Barbo (Barbus barbus plebejus, raro)

Persico reale (Perca fluviatilis)

Persico sole (Lepomis gibbosus)

Persico trota (Micropterus salmoides)

Savetta (Chondrostoma soetta)

Scardola (Scardinius erythrophthalmus)

Pesce gatto (Ictalurus melas)

Alborella (Al burnus al burnus alborella)

*Trota iridea (Salmo gairderi, adulti)

*Coregone (Coregonus sp., raro)

*Tinca (Tinca tinca, avanotti)

*Carpa (Cyprinus carpio, avannotti)

*Anguilla (Anguilla anguilla, avanotti)

 

Le specie contrassegnate con un * sono state immesse artificialmente.

Un tempo il pescato affluiva ad un mercato del pesce fresco ad Avigliana e veniva inviato anche a Torino; nel Lago Grande sino al 1955, si avevano produzioni annue di un centinaio di quintali, ridottesi a meno di 20 nel 1979, con punte annuali minime di 10 q.li l'anno.

Sino al 1981 nel Lago Piccolo, allora in concessione alla Fiat, si pescò a cura della sua sezione sportiva, con dannosi sfalci periodici dei canneti rivieraschi.

A partire da quell'anno il bacino passò in concessione alla FIPS che, pur permettendo la pesca su parte delle rive ai suoi tesserati, non effettuò più interventi di questo genere, anzi riservò parte dei a zona di ripopolamento. Nella zona adibita alla pesca sportiva al lancio sono stati apposti cartelli con divieto assoluto di balneazione e di navigazione.

 

3. Altri animali acquatici

 

BADINO e LODI (cit.) sottolineano la rarità, sempre per l'eccessiva eutrofizzazione delle acque, dei Molluschi bivalvi Unio elogatulus e Anodonta cygnea, un tempo abbondanti.

GIULIANO e VASCHETTO (cit.) ricordano, fra gli abitatori delle zone umide, la biscia d'acqua (Natrix natrix), il colubro d'Esculapio (Elaphe longissima), LA SALAMANDRA (Salamandra salamandra), un tritone (Triturus vulgaris), visto nelle limpide acque della Naviglia, mentre risulta rarissimo il gambero di fiume (Astacus fluviatilis). A questi sono ancora da aggiungere: il rospo (Bufo bufo), abbondante, e due specie di rana (Rana esculenta), comune e un'altra specie non ancora ben definita.

 

4. Mammalofauna

 

Sino al 1981 non era stata oggetto di uno studi particolare per cui la seguente lista di specie, indicate sempre da GIULIANO e VASCHETTO (cit.), non appare certo completa:

Capriolo (Capreolus capreolus), di passaggio accidentale nei Mareschi

Cinghiale ( Sus scrofa), come sopra

Volpe (Vulpes vulpes)

Tasso (Meles meles)

Riccio (Erinaceus europaeus)

Scoiattolo (Sciurus vulgaris)

Lontra (Lutra lutra), estinta sin dal 1929.

 

 

L'indagine dell'AIN (BARATTI, 1981) è stata eseguita essenzialmente sui micromammiferi di cui si fornisce l'elenco per aree ecologiche:

 

Zona palustre

Topo selvatico (Apodemus sylvaticus)

Topolino delle case (Mus musculus)

Arvicola del Savi (Pitymys savii)

Ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus)

Toporagno (Sorex araneus)

 

Boschi misti di latifoglie nel settore NE

Topo selvatico collo giallo (Apodemus flavicollis)

Crocidura sp. (gruppo ancora in studio)

 

Ambiente arboricolo

Ghiro (Glis glis)

Moscardino (Muscardinus avellanarius)

Scoiattolo (Sciurus vulgaris), da confermare

 

 

 

 

 
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